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I criteri di determinazione del prezzo di vendita del gas sono individuati
dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas.
Il prezzo del gas è composto da una quota fissa e da una parte variabile. La prima viene
attribuita mensilmente, la seconda si applica al volume di gas consumato suddiviso per scaglioni.
Gli scaglioni sono sette, espressi in metri cubi, e riferiti al gas consumato in un anno termico
(periodo che va dal 1 ottobre al 30 settembre dell'anno successivo)
Ad ogni scaglione è associato un prezzo, che diminuisce passando a scaglioni di maggior
consumo. Il prezzo può variare ogni tre mesi in relazione all'andamento dei prodotti petroliferi.
Il consumo si somma di fattura in fattura, fino al riempimento degli scaglioni, quindi
durante l'anno termico, il prezzo applicato sarà differente in funzione dello scaglione raggiunto.
Ciò significa che il prezzo medio del gas consumato andrà man mano riducendosi.
L'altitudine, il luogo geografico e il potere calorifico influenzano il prezzo del gas che
per questo motivo potrà essere diverso da un Comune all'altro.
Va inoltre ricordato che, per quanto riguarda l'imposizione fiscale e l'imposta di consumo
si fa riferimento, ancora per un pò di tempo, alle vecchie categorie T1, T2, T3 e T4, differenti
per utilizzo.
Prezzo di vendita
Il prezzo del gas è composto dalla tariffa, dalle accise e dalle imposte.
I criteri per la determinazione delle tariffe sono di competenza dell'Autorità per l'energia
elettrica e il gas, istituita con legge 481/95. La tariffa copre i costi associati al costo di
approvvigionamento del gas, all'attività di trasporto e stoccaggio, all'attività di distribuzione e
vendita.
Per determinare i volumi di gas prelevato, qualora il Cliente non eserciti la facoltà di
richiedere l'installazione di un correttore di misura omologato, da installarsi a spese e cura del
richiedente, l'impresa di distribuzione utilizza un coefficiente di adeguamento C calcolato come
indicato nella relazione tecnica alla delibera AEEG Arg/Gas 159/08.
L'imposizione fiscale, stabilita dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, incide sulla
formazione del prezzo ai clienti finali attraverso le seguenti voci:
- imposte di consumo, espressa in Euro/mc, è articolata per zona geografica e per tipologia
di utilizzo
- I.V.A. imposta sul valore aggiunto espressa in termini percentuali, applicata all'importo
complessivo (comprensivo di imposta di consumo) e differenziata per scaglioni di consumo. Fino a
480 mc il 10%, mentre il 20% per consumi superiori.
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